I cieli si dissolveranno nel fuoco.
Nel nostro mondo, ad ogni latitudine, è in atto una crisi culturale ben più grave della crisi politica mondiale. Anzi, forse è proprio la prima a generare la seconda. Perché non bisogna mai sentirsi esonerati, mai abbassare la guardia, mai voltarsi dall’altra parte, mai dimenticare che la demonizzazione della cultura genera mostri. La società tecnologica sembra aver del tutto assoggettato l’uomo, ormai ridotto alla passività e alla più ridicola incoscienza.
L’umanità descritta da Bradbury è troppo vicina a noi per non accorgerci del pericolo. L’intrattenimento di slogan pubblicitari, dialoghi con personaggi della televisione a quattro pareti, l’intrattenimento mediatico che appiattisce e livella le individualità, il moderno mito della velocità: allarme, brucia, stiamo già bruciando, e non ce ne accorgiamo!
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Scheda artistica
Foto di scena
Manifesto (70x100)
La produzione rilegge il capolavoro di Bradbury con riferimenti pop e una scenografia multimediale di forte impatto. Tra coreografie e luci suggestive, il cast guida il pubblico in una riflessione attualissima sulla libertà di pensiero. Un adattamento vivido e coraggioso che conferma l’eccellenza della compagnia monzese tra professionisti e giovani talenti.
Elena Borravicchio, agenziaviaggi.com
Svuota i teatri, lascia solo i pagliacci. Costruisci case con pareti di cristallo e luci colorate. Offri buon vino, whisky, sport a volontà e qualche barzelletta sconcia. Falli ridere di niente e la mente si svuoterà. Meno cibo darai al tuo cervello meno sentirà il bisogno di mangiare. Fai muovere la gente da un posto all’altro senza sosta, falle consumare benzina, kilometri e rabbia, tienila impegnata a produrre e consumare, produrre e buttare, falle spendere soldi, tienila impegnata ad accumulare capitale, falla investire in un futuro di comodità, di grandi auto, di schermi sempre più grandi e tecnologie sempre più avanzate.
La gente ha bisogno di credere in qualcosa che appartenga a tutti, qualcosa che ci accomuni, che ci renda uguali. Ciò che non è familiare ci fa paura. Riduciamo le differenze, escludiamo la diversità, omologhiamo la visione del mondo.
Per questo noi bruciamo i libri e poi bruciamo la cenere dei libri. Perché i libri confondono, illudono e mentono.
In fondo un libro cos’è? Un’arma carica che un uomo può usare contro un altro uomo, per distruggere la sua felicità. E noi non vogliamo questo. I libri non servono a nulla, parlano di gente che non esiste, deliri di immaginazione. Perché imparare qualcosa che non serve a premere bottoni, a tirare una leva, a far partire un programma?
Meno tempo per pensare, meno tempo per la filosofia, il dubbio e la malinconia.
Noi siamo questo.
Noi siamo i custodi della felicità del mondo e della pace della mente.
dal romanzo di
Ray Bradbury
con
Giancarlo Latina
Daniele Ornatelli
Silvia Rubino
e con
Sarah Joy Balasini
Valerio Cantù
Matteo Contini
Carolina Maglione
scene e costumi
Maria Chiara Vitali
video design e editing
Davide Carafoli
assistente alla regia
Valentina Paiano
drammaturgia e regia
Corrado Accordino
produzione
Compagnia Teatro Binario 7
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